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Meteo Jesolo
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QUANDO LA METEOROLOGIA AVEVA UN'ANIMA
DEDICATA A CHI AMA QUESTA SCIENZA!
Nel cielo d’un tempo Bernacca narrava,
con la matita in mano il cielo tracciava.
La voce calda come un abbraccio arrivava,
e in quel silenzio, la memoria restava.
Baroni accanto un sorriso donava,
ma Bernacca con cura il cielo guardava.
Ogni carta era un ricordo che scolpiva,
e in ogni fronte caldo o freddo, la sua saggezza viveva. Oggi i satelliti brillano, ma freddi distanti,
e a noi mancano quelle parole, così rassicuranti.
La memoria nostalgica si ferma a ricordare Bernacca, che ancor oggi ci chiama.
In ogni nuvola, in ogni vento che sfiora,
c’è la memoria di lui, che mai si ignora.
Bernacca è il tempo che non passa che resta
e nel cuore del cielo la sua voce è sempre una festa......
C’è stato un tempo in cui il cielo non faceva rumore, non lampeggiava sui social, non urlava con titoloni, non aveva nomi altisonanti presi in prestito dalla mitologia, il cielo si osservava, si ascoltava e si rispettava.
Alle 19:50, prima del Tg1, l’Italia si fermava in un istante. In bianco e nero appariva una carta del tempo, semplice, quasi timida e poi arrivavano loro, Bernacca e Baroni, con una matita, una voce pacata e uno sguardo che sapeva di saggezza. Loro non dovevano stupire nessuno, dovevano semplicemente spiegare. E lo facevano come farebbe un maestro con i suoi allievi o un padre con i propri figli.
Quella era meteorologia fatta di attese, di osservazioni ripetute più volte al giorno, di strumenti manuali, di appunti presi con cura.
Le isobare disegnate a mano raccontavano storie silenziose e ogni previsione era il risultato di studio, intuito e passione, non c’era fretta nemmeno spettacolo ma tanto rispetto per il cielo e per chi ascoltava.
Oggi..... tutto è diverso schermi pieni di colori, modelli potentissimi, satelliti intelligenti, radar che vedono l’invisibile. È progresso, sì, è scienza che corre veloce ma spesso corre senza guardarsi indietro. La previsione è diventata spesso scena, il linguaggio si è fatto a volte aggressivo. Nubifragi trasformati in “bombe d’acqua”, perturbazioni in eventi epocali, tutto deve colpire, tutto deve impressionare. Eppure, in mezzo a questa giungla digitale....io resto spesso fermo lì a guardare!
Con quei ricordi che profumano di carta, di lavagna, di sere in cui attendevo mio padre per condividere la mia passione. Con la nostalgia di un tempo in cui erano in pochi, a tenere in mano il racconto del cielo, senza gridarlo. Non avevano supercomputer, ma occhi allenati e soprattutto cuore. Che sbagliavano, certo, ma spiegavano e insegnavano a capire, non solo a temere.
Se potessi tornare indietro nel tempo, lo farei senza esitazione. Rinuncerei a tutte queste mappe, a mille modelli, pur di rivedere alle 19:50 quei maestri davanti alla carta del tempo, a sentire una voce calma che diceva: Buonasera, ecco le temperature delle ore 13 di oggi......domani aumenterà la nuvolosità al Nord per l'arrivo di una perturbazione Atlantica.... e bastava così, bastava sapere, bastava capire.
Forse oggi la meteorologia è più potente, più all'avanguardia ma allora aveva un’anima.
E chi l’ha vissuta, come me, quella meteorologia, lo sa, non era solo una previsione del tempo, era un appuntamento con il cielo!
Agli appassionati come me da Vincenzo Clarizia...detto Meteoclari !
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QUANDO LA METEOROLOGIA AVEVA UNANIMA
DEDICATA A CHI AMA QUESTA SCIENZA!
Nel cielo d’un tempo Bernacca narrava,
con la matita in mano il cielo tracciava.
La voce calda come un abbraccio arrivava,
e in quel silenzio, la memoria restava.
Baroni accanto un sorriso donava,
ma Bernacca con cura  il cielo guardava.
Ogni carta era un ricordo che scolpiva,
e in ogni fronte caldo o freddo, la sua saggezza viveva. Oggi i satelliti brillano, ma freddi distanti,
e a noi mancano quelle parole, così rassicuranti.
La memoria nostalgica si ferma a ricordare Bernacca, che ancor oggi ci chiama.
In ogni nuvola, in ogni vento che sfiora,
c’è la memoria di lui, che mai si ignora.
Bernacca è il tempo che non passa che resta
e nel cuore del cielo la sua voce è sempre una festa......
C’è stato un tempo in cui il cielo non faceva rumore, non lampeggiava sui social, non urlava con titoloni,  non aveva nomi altisonanti presi in prestito dalla mitologia,  il cielo si osservava, si ascoltava e si rispettava.
Alle 19:50, prima del Tg1, l’Italia si fermava in un istante. In bianco e nero appariva una carta del tempo, semplice, quasi timida e poi arrivavano loro, Bernacca e Baroni, con una matita, una voce pacata e uno sguardo che sapeva di saggezza. Loro non dovevano stupire nessuno, dovevano semplicemente spiegare. E lo facevano come farebbe un maestro con i suoi allievi o un padre con i propri figli.
Quella era meteorologia fatta di attese, di osservazioni ripetute più volte al giorno, di strumenti manuali, di appunti presi con cura. 
Le isobare disegnate a mano raccontavano storie silenziose e ogni previsione era il risultato di studio, intuito e passione, non c’era fretta nemmeno spettacolo ma tanto rispetto per il cielo e per chi ascoltava.
Oggi..... tutto è diverso schermi pieni di colori, modelli potentissimi, satelliti intelligenti, radar che vedono l’invisibile. È progresso, sì, è scienza che corre veloce ma spesso corre senza guardarsi indietro. La previsione è diventata spesso scena, il linguaggio si è fatto a volte aggressivo. Nubifragi trasformati in “bombe d’acqua”, perturbazioni in eventi epocali, tutto deve colpire, tutto deve impressionare. Eppure, in mezzo a questa giungla digitale....io resto spesso fermo lì a guardare!
Con quei ricordi che profumano di carta, di lavagna, di sere in cui attendevo mio padre per condividere la mia passione. Con la nostalgia di un tempo in cui erano in pochi, a tenere  in mano il racconto del cielo, senza gridarlo. Non avevano  supercomputer, ma  occhi allenati e soprattutto cuore. Che sbagliavano, certo, ma spiegavano e insegnavano a capire, non solo a temere.
Se potessi tornare indietro nel tempo, lo farei senza esitazione. Rinuncerei a tutte queste mappe, a mille modelli, pur di rivedere alle 19:50 quei maestri davanti alla carta del tempo, a sentire una voce calma che diceva: Buonasera, ecco le temperature delle ore 13 di oggi......domani aumenterà la nuvolosità al Nord per larrivo di una perturbazione Atlantica.... e bastava così, bastava sapere, bastava capire.
Forse oggi la meteorologia è più potente, più allavanguardia ma allora aveva un’anima.
E chi l’ha vissuta, come me, quella meteorologia, lo sa, non era solo una previsione del tempo, era un appuntamento con il cielo!
Agli appassionati come me da Vincenzo Clarizia...detto Meteoclari !

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Fotomontaggio perfetto. Sei nella posto che ti meriti. Buona serata

QUA” ci ricordiamo un po’ tutti di bernacca e company il che vuol dire che stiamo diventando vecchi , comunque bei tempi quelli. Buona serata a tutti !!

Vincenzo👏👏👏non cambiare mai, per noi sei il migliore🫂💚

Vola basso!! a quei due gli devi pulire le scarpe

E non dimentichiamoci di Guido Caroselli.

👍👏👏 bravo Meteoclari!

Grande stima, e mi raccomando non cambiare.

Che nostalgia di quei tempi, Vincenzo...quando alla parole, possibili nevicate al nord-est, mi mettevo con il naso spiaccicata al vetro della finestra, per vedere per prima uno svolazzante fiocco di neve.

Me lo ricordo bene il Bernacca, in famiglia si aspettavano le sue previsioni tutte le sere. Bei tempi 🤩

Come sempre le tue parole accarezzano il cuore 🥰

Bravoooo Grande Super Braviiii

Grazie ,tu sai accarezzare l'anima

Anche questo 👏

Bravo

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